LABORATORIO DI STORIA, ARCHEOLOGIA E TOPOGRAFIA DEL MONDO ANTICO

 

 

SEGESTA

RICERCHE SUL TERRENO

 

 

STORIA DEL SITO

La più importante città degli Elimi è ubicata sul Monte Barbaro, a circa 4 Km a Nord-Ovest di Calatafimi, in provincia di Trapani. Segesta, per la sua posizione geografica, ebbe un ruolo importante nella storia della Sicilia antica, in particolare per il rapporto conflittuale con Selinunte, che desiderava ottenere uno sbocco sul mar Tirreno. I contatti con il mondo greco si fecero intensi soprattutto nel V sec. a.C., quando la città fu alleata di Atene e la indusse alla spedizione del 415 a.C. contro Siracusa. Nel 397 a.C. fu assediata da Dionisio I, in quanto alleata dei Cartaginesi; fu poi in un primo momento alleata e successivamente distrutta da Agatocle, passando di nuovo dalla parte dei Cartaginesi, mentre agli inizi della prima guerra punica passò ai Romani e fu da costoro trattata con riguardo. La città sembra declinare progressivamente nel periodo imperiale fino all'abbandono nel VI sec. d.C., ma nel Medioevo vive un'altra fase di occupazione, che le recenti indagini archeologiche hanno dimostrato essere ben più consistente di quanto segnalato dalle fonti letterarie.
La sua identificazione si deve, nel 1574, a T. Fazello, ma fin dai tempi dei viaggiatori del XVIII secolo l'interesse è catturato dai due monumenti emergenti, il tempio extramurano e il teatro, con i quali la città stessa viene identificata. Il primo a impostare scientificamente lo scavo del sito è G. Fraccia nel 1855; al 1927 risale lo scavo di P. Marconi al teatro; nel 1942 sono effettuate ricerche da parte di J. Bovio Marconi, mentre varie campagne di scavo vengono realizzate tra il 1953 e il 1981. Solo dal 1987 però Segesta è oggetto di ricerche e indagini archeologiche sistematiche, tuttora in corso, alle quali il Laboratorio di Topografia Storico-archeologica del Mondo Antico ha preso parte fin dall'inizio, unitamente ad altre Istituzioni quali l'Università di Siena, l'Università di Lecce e il Politecnico di Torino, sulla base di una convenzione stipulata tra la Scuola Normale e la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Trapani, coordinatrice delle ricerche.