LABORATORIO DI STORIA, ARCHEOLOGIA E TOPOGRAFIA DEL MONDO ANTICO

 

 

ENTELLA

RICERCHE SUL TERRENO

 

 

 

 

 

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STORIA DEL SITO

L'antica città siciliana è ubicata a Est del fiume Belice Sinistro, nel sito di Rocca di Entella (comune di Contessa Entellina, provincia di Palermo), un rilievo fortemente scosceso sui lati Est, Sud, Ovest, con accesso solo sul lato Nord, che presenta sulla cima un vasto pianoro.

Entella nel disegno di F. Sabatier (1858)

La città, fondata, come Erice e Segesta, dagli Elimi, un popolo proveniente probabilmente dalla Anatolia, trapiantato in Sicilia nel XIII-XII sec. a.C., sembra avere avuto autonomia politica fino al 404 a.C., quando fu occupata da mercenari campani. Durante il IV sec. a.C. attraversò alterne vicende sotto il dominio siracusano, campano, punico; durante la prima guerra punica passò infine sotto Roma. Contesa tra Saraceni e Normanno-Svevi, nel 1246 fu distrutta da Federico II in seguito alla ribellione dei suoi abitanti arabi.
L'identificazione delle antiche rovine avviene ad opera di T. Fazello (1558), ma una descrizione dettagliata del sito, corredata da interessanti schizzi, si ha per la prima volta nel 1858 in una lettera inviata da F. Sabatier a M. Amari. Dopo sporadiche ricognizioni tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento, un quadro documentario completo dell'antica città, in particolare della sua topografia, è fornito, nel 1941, dalla tesi di laurea di A. Fici, mentre nel 1951 una breve ricognizione viene compiuta da A. Wotschitzky. La città resta dimenticata, e quindi i suoi resti saccheggiati e distrutti, fino agli anni ‘70 quando vengono alla luce una serie di decreti su tavolette di bronzo in dialetto greco dorico, di interesse documentario eccezionale, poiché forniscono notizie sulle sue vicende, sulle alleanze, sugli ordinamenti, sui calendari, su alcuni edifici. Proprio tale rinvenimento fa rivolgere l'attenzione verso il sito, provocando, nel 1979, l'intervento ricognitivo del Prof. G. Falsone per conto della Soprintendenza Archeologica di Palermo. Successivamente il Laboratorio della Scuola Normale, sotto la direzione dal Prof. G. Nenci, in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Palermo, ha iniziato, a partire dal 1984, un anno dopo la prima ricognizione esplorativa sul sito effettuata dal Prof. Nenci medesimo e da alcuni suoi allievi, un organico e sistematico programma di indagine sul campo, tuttora in corso.